La Cavalleria è fatta di uomini di varia estrazione sociale e cultura, uniti tuttavia dagli stessi valori.

Accanto alle immagini riferite ai ruoli più tradizionali, come ad esempio il portastendardo, il trombettiere, il palafreniere o il maniscalco, il Calendario ricorda personaggi che costituiscono una eccezione ma al tempo stesso sono l’espressione più autentica di quello spirito che anima la Cavalleria da secoli. Le figure tradizionali continuano ancora oggi ad animare i nostri reggimenti e sono state quindi accostate a immagini moderne per testimoniare la continuità della tradizione. Alcuni dei personaggi scelti, volutamente meno noti di altri, ci ricordano quanto l’arma di Cavalleria sappia essere eclettica pur conservando le sue caratteristiche e i suoi valori anche in ambienti apparentemente tanto lontani.

200 schede, ciascuna di due pagine, una con le immagini della Drappella (recto e verso) e l’indicazione di ubicazione e proprietario, l’altra con la descrizione dettagliata e i riferimenti bibliografici.

Questo volume è frutto di un lavoro paziente e meticoloso con cui Tommaso Spadavecchia ha raccolto una ricca documentazione su uno dei simboli tradizionali della Cavalleria, la Drappella, conosciuta come ornamento ma non sempre nelle sue origini e nella sua storia. Il volume si presenta di fatto come un catalogo su scala nazionale, grazie al quale il patrimonio delle Drappelle oggi esistenti rimane “tracciabile” evitando, si spera, dispersioni di varia natura. L’impostazione a schede rende poi quanto mai agevole la consultazione e permette al lettore di raggiungere subito le informazioni di interesse. Dopo una premessa sintetica, ma esauriente e rigorosa, iniziano le schede dedicate ai reggimenti; tra quelli che vantano un rilevante numero di esemplari, il più “ricco” è “Novara” con ben 21 Drappelle catalogate. Non tutti i reggimenti nel corso della loro storia si sono trovati nella possibilità di ricevere Drappelle per concessione sovrana o donazione e ciò potrebbe spiegare l’assenza di alcuni nomi, quali “Roma”, “Catania”, “Vicenza”, “Mantova”, “Vercelli”, “Udine” e “Palermo”. Ci sono però esemplari di Drappelle dei Cavalleggeri di Sardegna, dei gruppi squadroni carri veloci, degli squadroni coloniali, delle brigate di Cavalleria Pozzuolo del Friuli e Vittorio Veneto, dello squadrone autonomo del Comando Militare Territoriale di Genova, della Scuola di Cavalleria, dell’ANAC e dell’Artiglieria a cavallo. L’ottima impostazione grafica con cui sono presentate le immagini e l’allestimento di pregio fanno di questo volume un vero e proprio libro d’arte imperdibile non solo per gli appassionati della storia della Cavalleria ma per chiunque abbia passione per la nostra Arma.

Organizzazione centrale

Presidenza Nazionale

Il Presidente Nazionale è scelto tra i Militari di ogni ordine e grado in ausiliaria, riserva o congedo assoluto che provengano dall’Arma di Cavalleria.

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Consiglio nazionale

Il Consiglio Nazionale, quale espressione rappresentativa dell’Assemblea Generale associativa, è il massimo organo deliberativo.

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Sezioni

Presenti sul territorio, sono il fulcro dell’attività associativa, portavoce delle istanze, delle aspettative e della volontà dei Soci.

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Rivista di Cavalleria

Fondata nel 1886 è un periodico bimestrale edito dall’ANAC, oltre 384 pagine annuali che raccontano la storia e l’attualità della Cavalleria italiana.

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NOTIZIE A CURA DEGLI ORGANI PERIFERICI

TRASPARENZA

Comunicazione ai sensi della legge n° 124/2017 (art. 1-commi 125 e segg.)
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3 dicembre 2019 Euro 23.000,00 dal Ministero della Difesa per progetti approvati.