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Libri : Le Ultime Sciabole - seconda edizione

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Le Ultime Sciabole - seconda edizione

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Le Ultime Sciabole seconda edizione - formato 21x29,7 - pagine 144
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Prezzo:
Prezzo di vendita: 15,00 €
Descrizione

Il 17 ottobre 1942, nel cuore della Croazia investita dalla guerriglia delle formazioni di Tito, un reggimento di cavalleria italiano, “Cavalleggeri di Alessandria”, si trovò circondato, all’imbrunire, in una stretta valle fra Perjasica e Primislje nel corso di un’operazione esplorante. Obbedendo all’ordine di ripiegare sulla base di partenza, il reggimento a cavallo si aprì la strada con la carica di tutti gli squadroni che travolsero, praticamente al buio, ben tre ordini di sbarramento. La vicenda bellica che costò ai cavalleggeri 68 Caduti e la perdita in combattimento di 109 cavalli consentì, tuttavia, al reggimento di evitare la completa distruzione. Da allora questo episodio è stato riconosciuto storicamente come “La carica di Poloj” dal nome del paese che, diviso in tre frazioni, è sparso in un territorio racchiuso dai fiumi Mreznica e Korana., una sorta di Mesopotamia intesa, dal greco, come terra fra due fiumi. Il dramma di quel lontano combattimento potrebbe identificarsi come uno dei tanti che segnarono il feroce conflitto di guerriglia nella Jugoslavia invasa, se non fosse per alcuni aspetti che gli tributano considerazioni particolari. La carica di Poloj avvenne circa due mesi dopo quella di Isbuschenskij in Russia da parte del “Savoia Cavalleria” che da allora si è guadagnato la fama storica di avere condotto l’ultima carica a cavallo della Cavalleria italiana. Sebbene “Alessandria” sia stato il reggimento che abbia condotto l’azione a cavallo più completa e drammatica, Stendardo in testa, il merito di avere davvero concluso un modo di combattere durato tre secoli, fin dagli Stati preunitari italiani, non ha mai avuto un riconoscimento chiaro e indiscutibile. Singolarmente lo Stendardo non fu premiato con alcuna decorazione a dispetto delle tredici medaglie d’argento, delle tre di bronzo e delle numerose croci al valore che furono assegnate, invece, ai singoli combattenti. Un documento ufficiale dello Stato Maggiore dell’Esercito sulle operazioni in Jugoslavia riconosce che “le esigenze politiche del tempo resero ignota quella guerra: nessuna ricompensa fregiò le Bandiere dei tanti reparti che si batterono con straordinario eroismo”. La ricostruzione di quell’episodio di guerra, in uno con la sintesi storica della vita del reggimento dalla costituzione all’ 8 Settembre 1943, è stata fortemente voluta dai superstiti e dall’Associazione Nazionale di Cavalleria, per un debito d’onore e di verità che sollevi alfine il velo dell’oblìo a sessant’anni da quel tragico e glorioso evento.

FULVIO FUMIS Giornalista, appassionato di storia e organizzazione militare. Capitano di complemento in congedo, ha svolto lunga e articolata attività professionale nella redazione de “Il Piccolo” di Trieste fino ad assumere l’incarico di vice-direttore. Commentatore di politica estera ha seguito con analisi critiche le situazioni conflittuali negli anni Settanta e Ottanta e le varie ristrutturazioni delle Forze Armate italiane. Ha collaborato al “Tempo” di Roma e alla “Nazione” di Firenze. Cavaliere Ufficiale della Repubblica, partecipa alla vita sociale delle Associazioni d’Arma nel direttivo della Federazione Grigio-Verde, dell’Associazione Artiglieri e dell’Unione ufficiali in congedo di Trieste. E’ socio onorario dell’Arma di Cavalleria.